

CODICE DEONTOLOGICOOBBLIGHI DELL'ANALISTA CORPOREO DELLA RELAZIONE Art. I/1 FORMAZIONE PROFESSIONALE. L'analista corporeo ha una formazione professionale approfondita, teorica e pratica, finalizzata alla creazione di una competenza pratica. Art. I/2 PROCESSO TERAPEUTICO PERSONALE. Lui stesso si è sottoposto ad un'analisi corporea approfondita. Questo percorso personale è distinto dalla formazione anche se ne è parte fondamentale. Art. I/3 FORMAZIONE CONTINUA. La sua formazione e il suo sviluppo personale devono essere oggetto di una costante rigenerazione durante tutta la sua carriera. Art. I/4 CONTROLLO E SUPERVISIONE. Si mantiene attraverso un sistema di supervisione e di controllo regolare e progressivo della sua pratica, garantito da un'analista corporeo qualificato. Art. I/5 AUTONOMIA PROFESSIONALE. L'analista corporeo non deve accettare condizioni di lavoro che intacchino la sua indipendenza professionale ed, in particolar modo, che gli impediscano di applicare i principii deontologici qui enunciati. Art. I/6 ATTITUDINE di RISERVATEZZA . L'analista corporeo, consapevole del suo potere, s'impegna ad assumere un'attitudine di riservatezza. Sta attento alle conseguenze dirette e indirette dei suoi interventi e , soprattutto, all'utilizzo che potrebbe essere fatto da terzi. Art. I/7 INFORMAZIONI SULL' ESERCIZIO DELLA SUA PROFESSIONE. Tutte le informazioni al pubblico (pubblicazioni, conferenze, trasmissioni radio-televisive, annunci...), sulla natura delle prestazioni fornite e sui risultati previsti dell'analisi, devono essere fatte rispettando una posizione di riservatezza e di rispetto della propria personalità. Art. I/8 APPARTENENZA ALLA SOCIETA' EUROPEA DI ANALISI CORPOREA. Solo i titolari possono avvalersi della loro appartenenza alla S.E.A.C. DOVERI DELL'ANALISTA DI FRONTE AL PAZIENTE Art. ll/1 QUALITA' DELLA PRATICA PROFESSIONALE. Dal momento in cui si è impegnato in un contratto analitico con una persona, l'analista corporeo s'impegna ad assicurargli personalmente le migliori condizioni per lo sviluppo della sua analisi. Art.ll/2 RICHIESTA A TERZI. A questo scopo, se lo ritiene utile, farà appello alla collaborazione di terzi. Art.ll/3. DOVERE DI RISERVATEZZA. Consapevole della relazione molto particolare che lo lega ai suoi pazienti, l'analista corporeo osserva un'attitudine di riservatezza in tutte le circostanze. Art. ll/4 : ASTINENZA SESSUALE. L'analista corporeo si astiene da ogni relazione sessuale con i suoi pazienti durante e dopo la fine dell'analisi. Si astiene anche da tutte le relazioni personali fuori dal contesto analitico. Art. ll/5 RISPETTO DELL'INDIVIDUO. L'analista corporeo rispetta l'integrità e i valori personali del paziente nel quadro del processo di cambiamento. Art. ll/6 RESPONSABILITA' DEL CLIENTE. L'analista corporeo deve attirare l'attenzione del paziente sulla propria responsabilità e sulla necessità di una cooperazione attiva e permanente di quest'ultimo nel suo processo analitico e il rispetto delle regole fondamentali. Art. ll/7 SICUREZZA FISICA. All'interno della propria pratica, l'analista instaura una regola di non violenza nei confronti delle persone e dei beni. Art. ll/8 ONORARI. Ogni analista corporeo fissa lui stesso i suoi onorari in coscienza. Art. ll/9 SEGRETO PROFESSIONALE. L'analista corporeo è sottoposto alle regole usuali del segreto professionale che si estende a tutto ciò che ha visto, sentito o compreso nel corso della sua pratica. Art.ll/10 GARANZIA DELL'ANONIMATO. L'analista corporeo prende tutte le precauzioni necessarie per garantire l'anonimato delle persone che lo consultano o lo hanno consultato. Art. ll/11 SEGRETO PROFESSIONALE E CO-TERAPIA. Se altra persona interviene professionalmente sull'analizzante, l'analista corporeo non può condividere le sue informazioni se non previo accordo con il paziente. Questo accordo è implicito in un processo di co-terapia. Art. II/12 GRUPPO, ANONIMATO E DISCREZIONE. In sedute collettive, l'analista corporeo prescrive ai membri del gruppo l'obbligo del segreto relativo all'identità dei partecipanti e della discrezione sullo svolgimento delle sedute. Art. II/13 PROTEZIONE DEI PARTECIPANTI. A ogni incontro di analisi corporea e per tutta la durata dell'incontro, l'analista corporeo impedisce il passaggio all'atto sessuale tra i partecipanti e ogni atto fisico dannoso a persone e a cose. Art. II/14 LIBERTA' D'IMPEGNO DA PARTE DELL'ANALISTA CORPOREO. L'analista corporeo non è sempre tenuto ad impegnarsi in un processo di analisi. Art. II/15 CONTINUITA'. L'analista corporeo deve assicurare la continuità del proprio impegno nel processo analitico o di facilitarne i modi. Art. II/16 SCELTA DELL' ANALISTA CORPOREO. L'analista corporeo rispetta e facilita la libera scelta dell'analista da parte dell'analizzante. Art. II/17 CAMBIAMENTO DI ANALISTA CORPOREO. L'analista corporeo è consapevole dei particolari legami intercorsi in una precedente analisi attuata da un confratello. Nel caso di un consulto fatto in vista del cambio d'analista corporeo, egli faciliterà l'analisi tenendo in considerazione la difficoltà sorta precedentemente. RAPPORTO DELL'ANALISTA CORPOREO CON I SUOI CONFRATELLI CON GLI ALTRI PROFESSIONISTI DELLA SANITA' E CON LE ISTITUZIONI. Art.III/1 INFORMAZIONE DEONTOLOGICA . Il codice deontologico degli analisti corporei è pubblico. Art.III/2 PERSONALE AGGIUNTO. L'analista corporeo fa rispettare il presente codice alle persone che lo circondano. Art.III/3 APPARTENENZA ALL'ISTITUZIONE. Il fatto, per un analista corporeo, di essere legato a un centro di cure, di formazione, a un luogo di vita o di appartenere a delle strutture sociali o associative non dovrà interferire con l'applicazione delle presenti regole deontologiche. Art. III/4 CONTROLLORI, SUPERVISORI, FORMATORI. Gli analisti corporei che esercitano dei controlli, delle supervisioni o delle attività d ida ttiche devono farsi debitamente identificare dai rispettivi gruppi. Art. III/5 REGOLE DI CONFRATERNITA. Dato che nessuna pratica o istituzione può pretendere l'esclusività o il primato sulle altre nella competenza analitica, il praticante è tenuto al dovere di riservatezza nei confronti dei confratelli. Art. III/6 CAMBIO DI ANALISTA CORPOREO. Quando un analista corporeo è informato che un analizzante desidera lasciarlo per proseguire la sua analisi con un confratello, deve avvertirlo. Quando un analista corporeo è contattato da una persona che è in analisi da un confratello non può accettarla, se non dopo averne concordato il passaggio con l'altro. APPLICAZIONE DEL CODICE DEONTOLOGICO Art. IV/1 RUOLO DELLA COMMISSIONE DI DEONTOLOGIA. In materia di deontologia la commissione interna alla SEAC ricopre un ruolo di informazione, di prevenzione, di consiglio e di esame delle richieste. Art.IV/2 INFRAZIONE ALLE REGOLE DEONTOLOGICHE. In seguito alla domanda dell'interessato, su querela interna o esterna, la commissione di deontologia è a disposizione dell'analista corporeo o del querelante per esaminare detta querela. Art. IV/3 SANZIONI. La commissione di deontologia, stabilendo la gravità dell'infrazione, avrà il potere di deliberare a discrezione: un richiamo all'ordine, un avvertimento o un biasimo, o di stabilire la sospensione temporanea o definitiva dell'analista corporeo. Per quanto riguarda l'esclusione temporanea o definitiva, la delibera della commissione dovrà essere ratificata con un voto dal consiglio direttivo con la maggioranza dei tre quarti. Quali che siano le istanze, si dovranno obbligatoriamente ascoltare l'analista corporeo interessato e i suoi eventuali difensori. Art. IV/3 PROCEDURE. Su proposta della commissione deontologica, il Consiglio d'Amministrazione stabilirà un regolamento di procedure dettagliato per l'applicazione degli art. IV/2 e IV/3, concernenti le infrazioni e le sanzioni.
DIRITTI E DOVERI DELL'ANALISTA CORPOREO NEI CONFRONTI DELLA SEAC. Possono praticare questo metodo e definirsi Analisti Corporei della Relazione solo le persone aderenti alla SEAC. L'Analista Corporeo ha diritto: di avvalersi della sua appartenenza alla SEAC e di utilizzare la sigla e il logo della Società. di partecipare all'elaborazione e all'evoluzione delle strutture e degli obbiettivi della SEAC. di chiedere una supervisione o un colloquio con il suo d ida tta. di assistere gratuitamente a un incontro condotto da un altro analista nella misura in cui questi lo accetti. di rappresentare la SEAC nei congressi, conferenze e incontri professionali informandone anticipatamente il Presidente. Può eventualmente chiedere il rimborso totale o parziale delle spese sostenute in quell'occasione. La sua appartenenza alla SEAC è vincolata da: pagamento della quota annuale decisa dall'Assemblea generale. accettazione e rispetto del codice deontologico supervisioni periodiche: a inizio carriera : di norma, 3 supervisioni distribuite su 5 anni, se possibile con lo stesso gruppo in modo da seguirne l'evoluzione nei diversi stadi. in seguito: una supervisione nel lavoro di coppia di norma, una supervisione ogni due o tre anni .
Il non rispetto di questi doveri comporta l'esclusione dalla SEAC. |
CODIGO DEONTOLÓGICO
Obligaciones del Analista Corporal de la Relación
Art I/1: FORMACIÓN PROFESIONAL. El analista tiene una formación profesional profunda, teórica y práctica, acabada a la creación de una competencia práctica.
Art I/ 2 : PROCESO TERAPEÚTICO . El mismo se ha sometido a un análisis corporal profundo. Este proceso personal es diferente a la formación, aunque forme parte fundamental del mismo.
Art I/3: FORMACIÓN CONTINUA. Su formación y su desarrollo personal debe ser objeto de una constante regeneración durante toda su carrera.
Art I/ 4: CONTROL Y SUPERVISIÓN. Se mantiene por medio de un sistema de supervisión y de control regular y progresivo de su práctica, garantizado por un analista corporal cualificado.
Art I/ 5: AUTONOMÍA PROFESIONAL. El analista corporal no debe aceptar condiciones de trabajo que ataquen su independencia profesional y, en particular modo, aquello que le impida aplicar los principios deontológicos aquí enunciados.
Art I/ 6: ACTITUD DE CONFIDENCIALIDAD. El analista corporal, consciente de su poder, se empeña a asumir una actitud de reserva y confidencialidad. Está atento a las consecuencias directas e indirectas de sus intervenciones y, sobretodo, a la utilización que podrían hacer terceros de ello.
Art I/ 7: INFORMACIONES SOBRE EL EJERCICIO DE SU PROFESIÓN. Todas las informaciones al público ( publicaciones, conferencias, transmisiones radio-televisión, anuncios...) sobre la naturaleza de las prestaciones realizadas y los resultados previstos del análisis, deben ser hechas respetando una posición de reserva y de respeto de la personalidad propia.
Art I/ 8: PERTENENCIA A LA SOCIEDAD EUROPEA DE ANÁLISIS CORPORAL. Sólo los titulares pueden avalarse de su pertenencia a
la S.E.A.C.
Art II/1: CALIDAD DE LA PRÁCTICA PROFESIONAL. Desde el momento en que se ha establecido un contrato analítico con una persona, el analista corporal se empeña a asegurarle las mejores condiciones para el desarrollo de su análisis.
Art II/ 2 : PETICIÓN A TERCEROS: A este fin, si lo considera útil, hará petición de colaboración de terceros.
Art II/ 3 : DEBER DE RESERVA Y CONFIDENCIALIDAD: Consciente de la relación particular que le conecta a sus pacientes, el analista corporal observa una actitud de reserva y confidencialidad en todas las circunstancias.
Art II/ 4: ABSTINENCIA SEXUAL: El analista corporal se abstiene de toda relación sexual con sus pacientes durante y después de la finalización del análisis . Se abstiene también de toda las relaciones personales fuera del contexto analítico.
Art II/ 5: RESPETO DEL INDIVIDUO. El analista corporal respeta la integridad y los valores personales del paciente en el cuadro del proceso de cambio.
Art II/ 6: RESPONSABILIDAD DEL CLIENTE. El analista Corporal debe atraer la atención del paciente sobre la responsabilidad propia y sobre la necesaria cooperación activa y permanente de este último en su proceso analítico y el respeto de las reglas fundamentales.
Art II/ 7: SEGURIDAD FÍSICA. En el interno de la propia práctica, el analista instaura una regla de no violencia en la relación entre las personas y con los materiales.
Art II/ 8 : HONORARIOS. Cada analista fija él mismo en conciencia sus honorarios.
Art II/ 9: SECRETO PROFESIONAL. El Analista está sometido a las reglas habituales del secreto profesional que se extiende a todo aquello que ha visto, ha oído o comprendido en el curso de su práctica profesional.
Art II/10: GARANTÍA DEL ANONIMATO. El analista corporal toma todas las precauciones necesarias para garantizar el anonimato de las personas que le consultan o lo han consultado.
Art II/11: SECRETO PROFESIONAL Y CO-TERAPIA. Si otra persona interviene profesionalmente sobre el analizante, el analista corporal no puede compartir sus informaciones si no es con previo acuerdo con el paciente. Este acuerdo es implícito en un proceso de coterapia. Art II/12: GRUPO, ANONIMATO Y DISCRECIÓN. En sesiones colectivas, el analista corporal prescribe a los miembros de grupo la obligación del secreto relativo a la identidad de los participantes y de la discreción sobre el desarrollo de las sesiones.
Art II/13: PROTECCIÓN DE LOS PARTICIPANTES. En cada Encuentro de análisis corporal y por toda la duración del mismo, el analista corporal impide el pasar al acto sexual entre los participantes y cada acto físico que perjudique a las personas y a las cosas.
Art II/14: LIBERTAD DE OCUPARSE POR PARTE DEL ANALISTA. El analista corporal no está siempre obligado a ocuparse en un proceso de análisis.
Art II/15: CONTINUIDAD. El analista corporal debe asegurar la continuidad de la propia tarea en el proceso analítico o de facilitar las maneras.
Art II/16: ELECCIÓN DEL ANALISTA CORPORAL. El analista corporal respeta y facilita la libre elección del analista por parte del analizante.
Art II/17: CAMBIO DEL ANALISTA CORPORAL. El analista corporal es consciente de los particulares vínculos que median en un precedente análisis realizado con un colega analista. En el caso de una consulta hecha en vista del cambio de analista corporal, le facilitará el análisis teniendo en cuenta la dificultad surgida anteriormente. RELACION DEL ANALISTA CORPORAL CON SUS COLEGAS CON LOS OTROS PROFESIONALES DE LA SANIDAD Y CON LAS INSTITUCIONES.
Art. III/1: INFORMACIÓN DEONTOLÓGICO. El código deontológico de lo0s analistas corporales es público.
Art. III/2: El analista corporal hace respetar el presente código a las personas que colaboran con él en su trabajo.
Art. III/3: PERTENENCIA A LAS INSTITUCIONES. El hecho de estar unido centro de curas, de formación, a un lugar de vida o de pertenecer a las estructuras sociales o asociativas no deberá interferir con las aplicaciones de las presentes reglas deontológicas.
Art. III/4: CONTROLADORES, SUPERVISORES, FORMADORES. Los analistas corporales que ejercitan los controles, las supervisiones o las actividades didácticas deben identificarse debidamente a los respectivos grupos.
Art. III/5: REGLA DE COMPAÑEROS. Dado que ninguna práctica o institución puede pretender la exclusividad o la superioridad sobre las otras en la competencia analítica, el practicante está sometido al deber de reserva y confidencialidad en las reuniones entre compañeros.
Art. III/6: CAMBIO DE ANALISTA CORPORAL. Cuando un analista corporal es informado que un analizante desea dejarlo para proseguir su análisis con un colega, debe advertirlo. Cuando un analista corporal es contactado de una persona que está en análisis con un colega no puede aceptarla, si no es después de haber acordado el pasaje con el otro colega. APLICACIONES DEL CODIGO DEONTOLOGICO
Art. IV/1: FUNCIÓN DE LA COMISIÓN DE DEONTOLOGÍA. En materia de deontología la comisión interna a la SEAC cumple una función de información, de prevención, de consejo y de examen de las demandas.
Art. IV/2: INFRACCIONES A LAS REGLAS DEONTOLÓGICAS. A continuación a la demanda del interesado, sobre la querella interna o externa, la comisión de deontología está a disposición del analista corporal o del querellante para examinar dicha querella.
Art. IV/3: SANCIONES. La Comisión de deontología, estableciendo la gravedad de la infracción, tendrá el poder de deliberar como lo considere: llamando al orden, advirtiendo o reprobando, o estableciendo la suspensión temporal o definitiva del analista corporal. Por cuanto se considere la exclusión temporal o definitiva, la deliberación de la comisión deberá ser ratificada con el voto del Consejo Directivo con la mayoría de tres cuartos. Sean cuales sean las instancias, deberán obligatoriamente escuchar al analista corporal interesado y a sus eventuales defensores .
Art. IV/4: PROCEDIMIENTOS. Sobre la propuesta de la Comisión de deontología, el Consejo de Administración establecerá un reglamento de procedimientos detallado para la aplicación de los artículos IV/2 y IV/3, concernientes a las infracciones y a las sanciones.
DERECHOS Y DEBERES DEL ANALISTA CORPORAL EN SU RELACIÓN CON LA SEAC.
Pueden practicar este método y definirse Analistas corporales solamente las personas adheridas a la SEAC.
El Analista Corporal tiene derecho:
- A Avalar su pertenencia a la SEAC y de usar las siglas y el logotipo de la sociedad. - De participar a la elaboración y a la evolución de la estructura y de los objetivos de la SEAC. - De solicitar una supervisión o una entrevista con su didacta. - De asistir gratuitamente a un encuentro conducido de otro analista en la medida en que este lo acepte. - De representar a la SEAC en congresos, conferencias y encuentros profesionales informándole anticipadamente al Presidente. Puede, eventualmente, solicitar el reembolso total o parcial de los gastos realizados en estas ocasiones. Su pertenencia a la SEAC está vinculada a: · Pago de la cuota anual decidida en la asamblea general. · Aceptación y respeto al código deontológico · Supervisiones periódicas: - al comienzo de carrera: como norma, 3 distribuidas en 5 años, si es posible con el mismo grupo de manera que se pueda seguir la evolución en las diversas fases. - De continuo: una supervisión en el trabajo de pareja. - De modo habitual: una supervisión cada dos o tres años.
El no respeto de estos deberes comporta la exclusión de la SEAC
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